Nuovi dazi americani, l’Abruzzo chiede compattezza
Tensione globale e risposte locali – A poche ore dall’annuncio degli Stati Uniti di introdurre nuovi dazi doganali sul settore auto, si è tenuto a Sulmona il terzo appuntamento del tavolo regionale dell’Automotive. Un incontro già programmato, che però si è caricato di nuovi significati alla luce delle recenti mosse dell’amministrazione Trump. La notizia dei dazi ha messo in allarme amministratori, imprenditori e rappresentanti sindacali, consapevoli delle conseguenze che simili misure potrebbero avere anche sull’economia abruzzese.
L’assessore Magnacca: “Serve una reazione lucida” – Tra le voci più autorevoli intervenute al tavolo c’è stata quella dell’assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Tiziana Magnacca. “La decisione dell’amministrazione Trump – ha dichiarato – è un problema per la nostra economia, ma è necessario reagire con lucidità alla politica protezionistica che gli Stati Uniti hanno intenzione di portare avanti.” Un messaggio chiaro, che punta a evitare reazioni impulsive e a mantenere un dialogo strategico con tutti gli attori coinvolti.
Un settore già sotto pressione – Il comparto automobilistico abruzzese, con Sulmona tra i suoi centri principali, vive da tempo una fase di trasformazione. Le sfide della transizione ecologica, la concorrenza internazionale e la riorganizzazione della produzione hanno già imposto sacrifici e ripensamenti. Ora, l’eventualità di dazi sulle esportazioni verso il mercato statunitense rischia di colpire ulteriormente un settore che, seppur resiliente, mostra segnali di vulnerabilità.
L’importanza di una strategia comune – Durante il tavolo regionale, è emersa la necessità di rafforzare il coordinamento tra istituzioni, imprese e sindacati. La Regione Abruzzo punta a difendere l’occupazione e il valore delle filiere locali, chiedendo al governo centrale di attivarsi a livello europeo. Un’azione unitaria potrebbe infatti essere l’unica via efficace per contrastare gli effetti negativi di una politica commerciale che rischia di isolare l’Europa dai principali mercati esteri.
Le ricadute sul territorio – Il timore è che le aziende che esportano verso gli Stati Uniti possano subire un calo di competitività, con possibili conseguenze su investimenti e posti di lavoro. Sulmona, già colpita da una progressiva contrazione industriale, guarda con apprensione agli sviluppi internazionali. Tuttavia, dal tavolo è arrivata anche la volontà di investire su innovazione, riconversione e formazione, per preparare il territorio alle sfide future.
Uno scenario da monitorare – Il contesto globale resta incerto e mutevole. La decisione americana potrebbe innescare risposte simili da parte di altri paesi e creare tensioni commerciali più ampie. La Regione Abruzzo promette di mantenere alta l’attenzione e di convocare nuovi incontri periodici per aggiornare strategie e priorità. La reazione al protezionismo non sarà immediata, ma dovrà basarsi su visione, unità e pragmatismo.
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