Unidav lancia la sfida dell’intelligenza artificiale

Unidav, Martino: “Laboratori multidisciplinari, pronti alla sfida dell’intelligenza artificiale”

Verso un nuovo approccio alla conoscenza – L’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più complesse e affascinanti del nostro tempo. Secondo il ricercatore di diritto commerciale dell’Università Telematica Leonardo da Vinci (Unidav), Martino, affrontarla richiede un radicale cambio di paradigma. “Non possiamo più pensare in compartimenti stagni: serve contaminazione tra saperi, dialogo continuo tra discipline e apertura a nuovi linguaggi”, afferma. In quest’ottica, l’Università punta a sviluppare laboratori multidisciplinari capaci di formare professionisti preparati ad agire in un mondo sempre più automatizzato e interconnesso.

La fine dei vecchi formalismi – Per Martino, è tempo di superare una visione accademica rigida, legata a modelli ormai superati. “L’intelligenza artificiale ci impone di abbandonare i vecchi formalismi giuridici e metodologici. Non si tratta solo di aggiornare le competenze, ma di ripensare il modo stesso in cui si produce e si trasmette il sapere”. In particolare, nel campo del diritto, l’adozione dell’IA impone nuove sfide interpretative ed etiche, che richiedono risposte non solo tecniche, ma anche culturali e sociali.

Unidav crea laboratori multidisciplinari per formare menti critiche. Martino: “Serve un’università più aperta e flessibile”. Pensare l’intelligenza artificiale: l’approccio di Unidav. Inclusività e sapere condiviso: la ricetta di Martino per il futuro.
Intelligenza artificiale e diritto: verso nuovi orizzonti.

Laboratori multidisciplinari per affrontare l’era dell’IA

Laboratori multidisciplinari come motore del cambiamento – I laboratori multidisciplinari immaginati da Unidav si configurano come luoghi dinamici dove studenti e ricercatori provenienti da ambiti diversi – dal diritto alla filosofia, dalla tecnologia all’economia – possano confrontarsi e lavorare su progetti comuni. “È solo creando spazi di dialogo e collaborazione che possiamo comprendere davvero l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società”, sottolinea Martino. I laboratori saranno orientati anche all’innovazione didattica, con percorsi flessibili e attività pratiche, in grado di coinvolgere gli studenti in modo attivo.

Inclusività e contaminazione, parole chiave del futuro – Contaminazione e inclusività non sono solo parole di moda, ma pilastri di una formazione realmente contemporanea. “Dobbiamo creare ambienti capaci di accogliere diversità di pensiero, esperienze e background”, dice Martino. “L’IA non è neutrale: è costruita dagli esseri umani e riflette i loro valori, pregiudizi e prospettive. Per questo è fondamentale che chi la studia e la utilizza provenga da contesti diversi e sia in grado di interrogarsi criticamente su ciò che fa”. L’università, in questo senso, deve farsi promotrice di pluralismo e responsabilità.

Formare le menti, non solo le competenze – Secondo Martino, il ruolo delle università non può limitarsi alla trasmissione di competenze tecniche. “Formare significa aiutare a pensare, a comprendere, a scegliere. E questo è ancora più vero oggi, quando l’intelligenza artificiale rischia di sostituire funzioni che per secoli abbiamo considerato esclusivamente umane”. I nuovi laboratori serviranno dunque anche a rafforzare il pensiero critico, l’etica professionale e la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.

Unidav come modello di innovazione accademica – Con questa visione, Unidav si propone come punto di riferimento per un’università capace di evolversi e interpretare i cambiamenti della contemporaneità. “Siamo pronti alla sfida dell’intelligenza artificiale – conclude Martino – ma soprattutto siamo pronti a cambiare noi stessi per affrontarla nel modo più giusto ed efficace”. Una sfida che parte dai banchi dell’università, ma che riguarda l’intera società.

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