Droga, armi e riciclaggio: l’inchiesta tocca anche l’Abruzzo
Operazione Twistlock, l’antidroga colpisce anche il Chietino – È partita all’alba, coinvolgendo numerose città italiane, l’operazione antidroga “Twistlock” condotta dalla polizia di Stato sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura di Brescia. Tra i territori interessati c’è anche la provincia di Chieti, dove sono state eseguite alcune delle 45 misure cautelari emesse a carico di un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti. Un’operazione complessa e articolata che punta a smantellare una rete attiva su scala nazionale.
Numeri e modalità dell’intervento – Le misure cautelari eseguite sono 45: 30 persone sono finite in carcere, 12 agli arresti domiciliari e 3 sottoposte all’obbligo di dimora. Altre 7 misure sono state sospese in attesa di interrogatorio da parte delle autorità giudiziarie. L’operazione si è sviluppata in contemporanea su più fronti e ha richiesto un imponente dispiegamento di forze, con centinaia di agenti coinvolti. I reati contestati agli indagati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, fino al riciclaggio e alla detenzione illegale di armi.

Chieti coinvolta nell’inchiesta antidroga coordinata dalla DDA
Il ruolo del Chietino nell’organizzazione – Anche il territorio della provincia di Chieti risulta coinvolto in modo significativo. Alcuni degli arresti e delle perquisizioni sono avvenuti proprio qui, a conferma della capillarità dell’organizzazione smantellata. Secondo le indagini, alcuni soggetti residenti nel Chietino avrebbero avuto il compito di gestire lo smistamento e lo stoccaggio delle sostanze stupefacenti, fungendo da snodo logistico per le consegne nel centro-sud Italia. Una presenza silenziosa ma strategica per i traffici del gruppo.
Il traffico di stupefacenti e le rotte criminali – L’organizzazione, secondo quanto emerso, operava con modalità paramilitari, sfruttando una rete strutturata di contatti e punti di distribuzione. La droga – soprattutto cocaina e hashish – veniva importata dall’estero e poi distribuita attraverso una fitta rete di corrieri e intermediari. Le rotte individuate dalle indagini passano per i principali snodi autostradali del nord e del centro Italia, con collegamenti anche con realtà criminali straniere. Il Chietino sarebbe stato utilizzato anche come “zona franca” per operazioni meno esposte al controllo.
Il coordinamento nazionale e il ruolo della DDA – Fondamentale, in tutta l’operazione, il ruolo della Direzione distrettuale antimafia di Brescia, che ha diretto e coordinato le indagini a livello nazionale. La DDA ha ricostruito, grazie a intercettazioni, pedinamenti e sequestri, la struttura dell’organizzazione criminale, individuandone vertici, referenti locali e modalità operative. Le forze dell’ordine hanno agito con la massima rapidità per evitare fughe o la dispersione delle prove, eseguendo le misure cautelari in simultanea.
Un colpo importante alla criminalità organizzata – L’operazione Twistlock rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata che gestisce il traffico di stupefacenti in Italia. Le indagini proseguono per definire con chiarezza l’estensione della rete e il coinvolgimento di ulteriori soggetti. Intanto, l’attenzione resta alta anche nel Chietino, dove la presenza di cellule criminali collegate a reti nazionali e internazionali preoccupa le istituzioni e impone un controllo sempre più capillare del territorio.