Un’alleanza scientifica tra Chieti e Londra per fermare il neuroblastoma
Un legame internazionale contro il neuroblastoma – Un nuovo progetto di ricerca nel campo dell’oncologia pediatrica unisce l’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti alla Brunel University di Londra. L’obiettivo dell’alleanza è ambizioso: comprendere e contrastare il ruolo del gene MYCN, la cui amplificazione è associata alla forma più aggressiva del neuroblastoma, un tumore solido extra-cranico che rappresenta la prima causa di morte per malattia in età prescolare. Si tratta del terzo tumore più comune nei bambini, dopo leucemie e tumori cerebrali. Questa collaborazione promette di aprire nuovi scenari nella lotta contro una patologia che colpisce ogni anno centinaia di famiglie.
Il contributo dell’università d’Annunzio – A rappresentare l’Italia nel progetto è l’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, in particolare il Dipartimento di tecnologie innovative in medicina e odontoiatria, guidato dal professore Vincenzo De Laurenzi. Il team coinvolge anche il professore Gianluca Sala, noto per le sue ricerche nell’ambito della biologia molecolare e dei meccanismi cellulari legati ai tumori. Il gruppo abruzzese porterà avanti studi preclinici e sperimentazioni in laboratorio per analizzare il comportamento del gene MYCN e la sua influenza sull’evoluzione del neuroblastoma.

Il ruolo della Brunel University di Londra – Sul fronte britannico, a guidare la ricerca è il professore Arturo Sala, docente alla Brunel University of London e figura di riferimento nella ricerca sui meccanismi genetici alla base dei tumori infantili. Il suo gruppo ha sviluppato negli anni competenze specifiche sul targeting molecolare, ovvero sull’individuazione di bersagli genetici su cui intervenire per bloccare la crescita delle cellule tumorali. L’unione delle forze con l’università di Chieti punta quindi a integrare competenze complementari per arrivare a risultati concreti.
Collaborazione internazionale per colpire il cuore del neuroblastoma
Il gene MYCN: un bersaglio strategico – Il MYCN è un gene che, quando si presenta in forma amplificata, rende il neuroblastoma particolarmente aggressivo e resistente alle terapie. Studiarlo significa individuare nuove strade terapeutiche in grado di spegnere il “motore genetico” che alimenta il tumore. I ricercatori cercheranno di capire come modulare l’attività del gene e quali molecole possano inibirne l’azione, con l’obiettivo di ridurre la proliferazione delle cellule malate e aumentare le probabilità di sopravvivenza nei piccoli pazienti.
Un progetto con forti ricadute cliniche – Oltre alla ricerca di base, il progetto ha una forte vocazione applicativa. I risultati ottenuti nei laboratori di Chieti e Londra potranno infatti essere trasferiti in studi clinici, contribuendo allo sviluppo di nuovi farmaci o combinazioni terapeutiche mirate. Questo approccio si inserisce in una più ampia strategia di medicina personalizzata, che punta a trattamenti costruiti su misura per il profilo genetico del paziente. La collaborazione tra università italiane e britanniche mostra come la scienza possa superare confini e unire forze per un bene comune.
Una speranza per il futuro dei bambini – La nuova alleanza tra Chieti e Londra rappresenta una luce di speranza per molte famiglie che ogni giorno combattono contro il neuroblastoma. Grazie alla sinergia tra ricerca di eccellenza, competenze specialistiche e tecnologia avanzata, è possibile immaginare un futuro in cui anche i tumori pediatrici più ostici possano essere trattati in modo più efficace e meno invasivo. La strada è lunga, ma il primo passo è stato compiuto con decisione e visione.